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Maggio 28, 2023

Frattura dello Scafoide: una guida completa

frattura scafoide

La frattura dello scafoide è una lesione comune che può interessare il carpo e il polso. L’osso scafoide è una delle otto ossa carpali ed è coinvolto nel trasferimento dei carichi compressivi dalla mano all’avambraccio e nella stabilità e nel movimento del polso e della mano. Si articola con altre ossa carpali, come il radio, il semilunare, il capitato, il trapezio e il trapezoide, collegando la fila prossimale delle ossa della mano con la fila distale e fornendo stabilità al polso.

La frattura dello scafoide è spesso causata da un evento traumatico, come una caduta sulla mano con il polso esteso e deviato radialmente (verso il pollice). È più comune nei giovani adulti attivi e meno frequente nei bambini piccoli e negli anziani. Tuttavia, nonostante la sua frequenza, può essere difficile da diagnosticare e trattare in modo efficace.

Le fratture dello scafoide possono essere associate a lesioni più complesse del polso, come fratture del capitato o del raggio distale, ma le fratture delle altre ossa carpali sono meno comuni.

Trattamento e diagnosi della frattura dello scafoide

La diagnosi precoce e il trattamento tempestivo sono fondamentali per prevenire complicanze come la mancata consolidazione, la pseudoartrosi, la necrosi avascolare, la rigidità del polso e l’instabilità. La diagnosi viene solitamente confermata tramite esami di imaging, come le radiografie, ma in alcuni casi può essere necessario ricorrere a metodi più avanzati come la tomografia computerizzata (TC) o la risonanza magnetica (RMN).

Il trattamento della frattura dello scafoide può essere conservativo o chirurgico. Nel trattamento conservativo, il polso viene immobilizzato per consentire la guarigione dell’osso. Il tempo di guarigione può variare da alcune settimane a diversi mesi, e la riabilitazione fisioterapica è spesso raccomandata per ripristinare la forza e la funzionalità del polso.

Il trattamento chirurgico può essere indicato in determinati casi, come fratture scomposte, fratture del polo prossimale, mancata consolidazione o desiderio del paziente di riprendere rapidamente le attività lavorative o sportive. L’intervento chirurgico può coinvolgere l’utilizzo di viti per stabilizzare la frattura o l’innesto osseo per favorire la vascolarizzazione in caso di pseudoartrosi.

In entrambi i casi, conservativo o chirurgico, è importante seguire un adeguato percorso di riabilitazione fisioterapica per favorire il recupero completo del polso e ripristinare la sua funzionalità.

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