Frattura trimalleolare

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Sommario articolo

Le fratture trimalleolari costituiscono una patologia grave che compromette l’articolazione della caviglia. L’articolazione della caviglia, nota anche come tibio-tarsica, rappresenta una struttura biomeccanica complessa che consente il movimento e il sostegno del piede umano. Questa articolazione è fondamentale per svolgere una vasta gamma di attività quotidiane, come camminare, correre e saltare. Per comprendere appieno il funzionamento e l’anatomia di questa articolazione, è necessario esaminarla in dettaglio.

Composizione dell’Articolazione Tibio-Tarsica

L’articolazione della caviglia è costituita da due componenti principali:

  1. Il Mortaio: Questa è una formazione ad incavo situata all’estremità distale della tibia, una delle due ossa lunghe della gamba, e include i malleoli della tibia stessa e del perone. Questo mortaio funge da superficie di supporto per l’articolazione.
  2. La Troclea dell’Astragalo: Questa è una parte dell’osso astragalo, che è uno dei tarsali principali, situata tra i malleoli della tibia e del perone. La troclea dell’astragalo si inserisce nel mortaio e consente il movimento dell’articolazione caviglia.

Per garantire la stabilità dell’articolazione, la caviglia è sostenuta da una serie di legamenti:

  • Legamento Collaterale Mediale (Deltoideo): Questo legamento si trova internamente alla caviglia e offre sostegno alla parte interna dell’articolazione.
  • Legamenti Collaterali Laterali: Questi legamenti si trovano sul lato esterno della caviglia e includono il legamento peroneo-astragalico anteriore, il legamento peroneo-calcaneare e il legamento peroneo-astragalico posteriore. Questi legamenti forniscono supporto laterale all’articolazione.
  • Legamenti Tibio-Peroneali Anteriore e Posteriore: Questi legamenti si trovano rispettivamente anteriormente e posteriormente all’articolazione e contribuiscono alla stabilità generale.
  • Membrana Interossea: Questa membrana connette la tibia e il perone, contribuendo così a mantenere l’integrità strutturale dell’articolazione.

Fratture trimalleolari

Le fratture trimalleolari rappresentano una condizione grave che coinvolge la caviglia. Queste fratture coinvolgono la rottura simultanea dei malleoli tibiale, peroneale e posteriore dell’estremità distale della tibia. Generalmente, queste fratture sono associate a lesioni o stiramenti dei legamenti circostanti. Le fratture trimalleolari sono più comuni negli uomini al di sotto dei 50 anni, spesso correlati a sport ad alto rischio, mentre nelle donne sopra i 50 anni, possono essere dovute a cadute o lesioni domestiche. Tra i fattori di rischio principali troviamo traumi ad alto impatto, traumi sportivi, cadute accidentali e condizioni come l’osteoporosi che indeboliscono la struttura ossea.

Trattamento delle Fratture Trimalleolari

Data la gravità di queste fratture, il trattamento varia a seconda della loro complessità. Le fratture composite possono essere trattate con immobilizzazione gessata, mentre quelle scomposte richiedono spesso un intervento chirurgico con fissazione interna. Le fratture trimalleolari sono quasi sempre gestite chirurgicamente a causa della loro complessità.

Trattamento riabilitativo

Il trattamento riabilitativo dopo un intervento chirurgico di stabilizzazione della caviglia è essenziale per il recupero completo della funzionalità dell’articolazione. Dopo l’intervento, il carico sull’arto è limitato fino a quando l’ortopedico non dà il consenso, solitamente dopo circa un mese. Inizialmente, la deambulazione avviene con l’ausilio delle stampelle, ma con il tempo il carico può essere gradualmente aumentato fino a eliminare completamente le stampelle.

Gli obiettivi principali del trattamento riabilitativo includono:

  1. Riduzione del Dolore: Inizialmente, il focus è sulla gestione del dolore post-operatorio attraverso metodi come l’elevazione dell’arto, l’applicazione di ghiaccio, calze elastiche, argilla, kinesio tape a scopo drenante e terapie fisiche.
  2. Riassorbimento dell’Edema: Il trattamento mira a ridurre il gonfiore nell’area operata.
  3. Recupero dell’Articolarità: Attraverso mobilizzazioni passive, attivo-assistite e attive della caviglia e del piede, il paziente lavora per recuperare l’ampiezza dei movimenti articolari.
  4. Recupero della Forza Muscolare: Gli esercizi di rinforzo muscolare sono essenziali per il recupero della forza nell’area interessata.
  5. Miglioramento dell’Equilibrio e della Propriocezione: Per prevenire ulteriori lesioni, il paziente lavora sulla sua stabilità e sensibilità articolare.
  6. Corretto Schema del Passo: È importante recuperare il corretto modo di camminare per evitare problemi posturali.

La riabilitazione può includere terapie manuali, esercizi strutturati in base alle esigenze del paziente e fisioterapia in acqua termale per un recupero più efficace e precoce della mobilità articolare.

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